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Asburgo: breve storia della dinastia e cosa vedere a Vienna
Aggiornato il 2 ottobre 2026
Gli Asburgo regnarono da Vienna per 640 anni, dal 1278 al 1918, e per gran parte di quel tempo occuparono anche il trono del Sacro Romano Impero. La Hofburg è la loro residenza invernale, ampliata da quasi ogni generazione: per questo sembra meno un palazzo che una città ricostruita di continuo dalla stessa famiglia.
Questa è la versione breve, per chi ci si trova in mezzo.
Un castello in Svizzera
Il nome viene dal castello di Habsburg, una fortezza sveva costruita negli anni 1020, in quella che oggi è la Svizzera, da Radbot di Klettgau. Suo nipote Ottone II fu il primo a fare proprio il nome del castello, aggiungendo “conte di Habsburg” al suo titolo. Il primo uso documentato del nome da parte della famiglia risale al 1108.
Da dove venga il nome del castello è ancora discusso: o da Habichtsburg, castello del falco, o dal medio alto tedesco hab/hap, guado, visto che lì vicino c’è un attraversamento del fiume.
La famiglia, a quel punto, non era niente di speciale: conti con terre in Brisgovia e in Alsazia che si sposavano con cura, accettavano cariche ecclesiastiche ed ereditavano quando altre casate nobili si estinguevano.
Il 1273, e il trasferimento a Vienna
Nel 1273 Rodolfo, discendente di Radbot alla settima generazione, fu eletto re dei Romani. I principi elettori lo scelsero anche perché sembrava una figura di poco peso.
Rodolfo sfruttò poi l’estinzione della casata dei Babenberg e sconfisse Ottocaro II di Boemia nella battaglia di Marchfeld nel 1278. Nominò i figli duchi d’Austria e spostò a Vienna il centro del potere della famiglia. Da quel momento la dinastia fu nota come Casa d’Austria, e vi regnò fino al 1918.
Gli Asburgo occuparono il trono imperiale ininterrottamente dal 1440 fino all’estinzione della linea maschile nel 1740, e di nuovo, come Asburgo-Lorena, dal 1765 finché Napoleone non mise fine al Sacro Romano Impero nel 1806.
Il matrimonio come politica estera
La fama della dinastia di acquisire territori con le nozze anziché con la guerra non è un mito: è la strategia documentata.
Il matrimonio decisivo fu quello di Filippo il Bello, primogenito di Massimiliano I, che nel 1496 sposò Giovanna la Pazza, figlia di Ferdinando e Isabella. Filippo morì nel 1506, e le corone di Castiglia e d’Aragona passarono al figlio Carlo: Carlo I di Spagna, Carlo V come imperatore del Sacro Romano Impero, sovrano di domini che andavano dai Paesi Bassi alle Americhe.
Era troppo per un solo uomo. Quando Carlo V abdicò nel 1556 la casata si divise in due: un ramo spagnolo e uno tedesco-austriaco. Governarono territori separati, rimasero vicini e continuarono a sposarsi tra loro, il che nel secolo e mezzo successivo produsse la consanguineità cumulativa che pose fine al ramo spagnolo nel 1700.
L’elenco completo di ciò che la famiglia possedette in un momento o nell’altro sembra l’indice dell’Europa: re di Boemia, Ungheria, Croazia, Spagna, Portogallo, Sicilia, Lombardo-Veneto e Galizia; duchi di Milano; sovrani di principati nei Paesi Bassi e in Italia; principi-vescovi in tutto l’Impero; e, nell’Ottocento, imperatori d’Austria, d’Austria-Ungheria e, brevemente e disastrosamente, del Messico.
Il mento asburgico
Quei matrimoni tra consanguinei lasciarono un segno visibile. Il “mento asburgico”, o mascella asburgica, è il tratto fisico più noto della famiglia: una mandibola lunga e sporgente, che i medici chiamano prognatismo mandibolare, spesso accompagnata da una mascella superiore poco sviluppata.
Nel 2019 un gruppo guidato da Román Vilas dell’Università di Santiago de Compostela verificò se la causa fosse la consanguineità. Dieci chirurghi maxillo-facciali valutarono 66 ritratti di 15 membri della dinastia, e i ricercatori confrontarono quei punteggi con i coefficienti di consanguineità calcolati su un albero genealogico di circa 6.000 persone lungo 20 generazioni. La mandibola sporgente si accentuava con l’aumentare della consanguineità. Filippo IV di Spagna la mostrava in modo più marcato; Maria di Borgogna, entrata nella famiglia con il matrimonio del 1477, in modo più lieve. Lo studio è stato pubblicato negli Annals of Human Biology (volume 46, 2019) con il titolo “Is the ‘Habsburg jaw’ related to inbreeding?”.
Maria Teresa
Quando la linea maschile si estinse nel 1740, l’eredità passò a Maria Teresa, e tenerla richiese una guerra. Sposò Francesco Stefano di Lorena, da cui viene l‘“Asburgo-Lorena” di ogni imperatore successivo, e la famiglia rimise deliberatamente in risalto il nome Asburgo per sostenere che l’antica dinastia, con tutti i suoi diritti ereditari, continuava senza interruzioni.
Alla Hofburg il suo segno è ovunque per interposta persona: fece costruire la sala a cupola della Cripta imperiale in cui riposa con Francesco Stefano, sotto un coperchio di sarcofago che pesa circa 1.700 kg.
Il 1918
L’11 novembre 1918, con l’impero che gli crollava intorno, Carlo I emanò un proclama che riconosceva il diritto dell’Austria di decidere il proprio futuro e rinunciava a qualsiasi partecipazione agli affari di Stato. Due giorni dopo ne emanò uno separato per l’Ungheria.
Non abdicò mai formalmente. È una distinzione sottile che la famiglia mantenne per decenni, ed è il motivo per cui l’11 novembre 1918 viene descritto come la fine della dinastia e non come un’abdicazione.
La repubblica austriaca non si fermò lì. Nel 1919 approvò una legge che bandiva gli Asburgo dal territorio austriaco a meno che non rinunciassero a ogni intenzione di riconquistare il trono e accettassero lo status di privati cittadini. Carlo tentò due volte di riprendersi il trono ungherese; nel 1921 l’Ungheria revocò i suoi diritti e detronizzò la famiglia, pur restando un regno senza re fino al 1946.
La pretesa fu abbandonata definitivamente e formalmente il 31 maggio 1961, quando Otto d’Asburgo, il primogenito di Carlo, vi rinunciò. L’attuale capo della famiglia è Karl d’Asburgo.
Tra quelle date la famiglia scelse da che parte stare. Tra le due guerre gli Asburgo furono accaniti oppositori sia del nazismo sia del comunismo; Hitler li detestava, anche perché il loro modo di governare era stato lasciare alle comunità locali le proprie lingue e religioni. Durante la seconda guerra mondiale una rete di resistenza asburgica operò in tutta l’Europa centrale e fu braccata duramente dalla Gestapo. Uno dei suoi membri, Heinrich Maier, passò agli Alleati siti di produzione e progetti dei razzi V-2, dei carri armati Tiger e di aerei. Fu giustiziato.
Dove vederli a Vienna
La dinastia è distribuita in tutta la città, e quasi tutto è a meno di dieci minuti dalla Hofburg.
| Luogo | Cosa custodisce |
|---|---|
| La Hofburg | La residenza invernale: gli Appartamenti imperiali, il Museo di Sissi, la Collezione degli argenti |
| Il Tesoro imperiale, Schweizerhof | Le corone, le insegne, la Lancia Sacra, l’Ordine del Toson d’oro |
| La Scuola spagnola di equitazione | I Lipizzani, allevati per la corte dal 1580 |
| L’Augustinerkirche, Josefsplatz | La Herzgruft, dove sono conservati i cuori |
| La Cripta imperiale, Neuer Markt | Dodici imperatori, e circa 150 salme in tutto |
| Il Duomo di Santo Stefano | La Cripta ducale, dove venivano sepolte le viscere |
| Schönbrunn | Il palazzo estivo, dove morì Francesco Giuseppe |
La sepoltura divisa era la regola, non l’eccezione: il corpo nella Kaisergruft, il cuore nell’Augustinerkirche, gli organi nel duomo. Se vuoi capire la famiglia in un pomeriggio, cammina tra questi tre luoghi.
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