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Lancia di Longino a Vienna: dove si trova e quanto è antica
Aggiornato il 2 ottobre 2026
Sì: la lancia di Longino, l’oggetto spesso chiamato anche Lancia del Destino, si trova alla Hofburg di Vienna, nella metà profana del Tesoro imperiale, a pochi metri dalla corona imperiale. È una punta di lancia ad alette di epoca carolingia avvolta in un manicotto d’oro, ed è uno degli oggetti più osservati di Vienna. È anche, secondo tre distinti esami scientifici, più giovane di diversi secoli per essere stata presente alla Crocifissione.
Le due cose sono vere allo stesso tempo, e la sala non nasconde né l’una né l’altra.
Cos’è davvero l’oggetto
La punta di una tipica lancia ad alette di epoca carolingia. L’asta era già andata perduta o distrutta sotto il regno di Corrado II (1024–1039), che commissionò la Reichskreuz, la Croce imperiale, come reliquiario per la punta stessa.
Due manicotti di metallo la tengono insieme, e ciascuno è un documento storico. Il manicotto esterno d’oro fu aggiunto da Carlo IV intorno al 1354 e porta l’iscrizione latina LANCEA ET CLAVVS DOMINI, “la lancia e il chiodo del Signore”, che afferma sia che la lancia era quella di Longino sia che uno dei Santi Chiodi è stato lavorato nella lama. Sotto c’è un manicotto d’argento più antico, fatto per Enrico IV tra il 1084 e il 1105, che menziona anch’esso il Santo Chiodo ma chiama la punta di lancia in tutt’altro modo: la lancia di san Maurizio.
Quel cambio di identità è la cosa più interessante dell’oggetto. La punta di lancia è stata ribattezzata almeno una volta da chi la possedeva.
Come arrivò agli Asburgo
Liutprando da Cremona racconta che il primo sovrano tedesco a ottenere la lancia fu il re Enrico l’Uccellatore, che la comprò nel 926 dal re Rodolfo II di Borgogna. Il 15 marzo 933 Enrico la portò contro i Magiari nella battaglia di Riade. Da allora la dinastia ottoniana trattò la lancia come un talismano che garantiva la vittoria, e la scelta del 15 marzo, festa di Longino, fa pensare che Enrico la associasse già alla Crocifissione.
Nel 1008 veniva invece identificata con san Maurizio, probabilmente perché i contatti diplomatici più stretti con Bisanzio avevano reso imbarazzante l’attribuzione a Longino: Costantinopoli aveva una Lancia Sacra tutta sua.
Ottone III ne fece fare due repliche. Una andò al principe Vajk d’Ungheria nel 996, il futuro re Stefano I; l’altra al duca Boleslao I di Polonia al Congresso di Gniezno nel 1000. La replica polacca si trova oggi nel Museo della Cattedrale Giovanni Paolo II a Cracovia.
Nel 1424 Sigismondo trasferì le reliquie imperiali da Praga a Norimberga e decretò che vi restassero per sempre. Quel per sempre durò fino al 1796, quando l’esercito rivoluzionario francese si avvicinò e le autorità di Norimberga consegnarono le insegne a un commissario imperiale, che le portò a Ratisbona, poi a Passavia, Linz e Vienna, poi in Ungheria, poi di nuovo a Vienna. Quando in seguito Norimberga le richiese indietro, l’Austria disse di no.
Cosa hanno trovato gli esami
Tre esami, tre risposte, tutte nella stessa direzione:
| Esame | Datazione |
|---|---|
| Kunsthistorisches Museum | VIII secolo |
| Robert Feather, metallurgista, 2003 | VII secolo al più presto |
| Istituto di ricerca interdisciplinare per l’archeologia, Vienna | dall’VIII all’inizio del IX secolo |
L’istituto viennese ha usato i raggi X e altri metodi non invasivi, ha stabilito che il perno di ferro nella lama sembra essere dello stesso metallo della lancia e ha escluso una datazione al I secolo d.C.
Gli esami di Feather, fatti per un documentario, hanno dato la datazione più antica delle tre e hanno aggiunto una sfumatura da tenere presente: secondo lui il perno, a lungo ritenuto un chiodo della Crocifissione e messo in risalto nella lama da minuscole croci d’ottone, è “compatibile” per lunghezza e forma con un chiodo romano del I secolo. Compatibile non significa identificato, e lui ha comunque datato il corpo della lancia al VII secolo al più presto.
Quindi la sintesi onesta è questa: la lancia è un’autentica reliquia imperiale altomedievale con una storia documentata straordinaria, e non è l’arma descritta nel Vangelo di Giovanni.
Perché si è affermato il nome Lancia del Destino
Non dal Tesoro, e non dalla Chiesa. La lancia della Hofburg è stata reinventata dalla cultura popolare come un talismano magico i cui poteri possono servire al bene o al male, e il nome viaggia con quella versione: attraverso Spear of Destiny, il prequel di Wolfenstein 3D, attraverso i fumetti di Indiana Jones e Il quadrante del destino, e attraverso una lunga coda di letteratura occultista.
Se cerchi “Lancia del Destino Hofburg” stai cercando un nome della cultura popolare per un oggetto reale che il museo etichetta in altro modo. Chiedi a un custode della Heilige Lanze, la Lancia Sacra, e ti indicherà la stessa vetrina.
Dove trovarla
Nel Tesoro imperiale, nello Schweizerhof, il cortile più antico della Hofburg, raggiungibile dal portale del Cortile degli Svizzeri. La lancia è esposta con il resto delle insegne imperiali, il che significa che la vedi nella stessa sequenza della corona imperiale, della Croce imperiale costruita per contenerla e dei paramenti dell’incoronazione.
Letto sulla pagina dei biglietti del Tesoro il 18 settembre 2026:
| Biglietto | Online | In cassa |
|---|---|---|
| Adulti | 16 € | 18 € |
| Ridotto | 12 € | 14 € |
| Sotto i 19 anni | Gratis | Gratis |
Il Tesoro è aperto tutti i giorni tranne il martedì, dalle 9:00 alle 17:30, con ingresso fino a 30 minuti prima della chiusura, e chiude per la manutenzione annuale dal 16 al 27 febbraio 2026.
Una nota pratica: il Tesoro ha un biglietto separato da quello degli Appartamenti imperiali e del Museo di Sissi. Un biglietto giornaliero del palazzo non ti fa entrare in questa sala.
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